Dolomiti!

Dolomiti – I Monti Antichi…

Sorpresa…?

No…, semplicemente, di tanto in tanto scendiamo dalla Lapponia, giù a casa, tra le Dolomiti ove sono nato e cresciuto. E ove, con uno Chalet non da meno (chiamato la Mountain House), offriamo gli stessi intenti del Lodge svedese. Con qualche cura in più, chiaramente, per la parte alpinistica e di trekking e di scialpinismo

The Mountain House 

Le Dolomiti, o Monti Antichi (come son definite nelle leggende), son l´angolo più orientale e… fatato delle Alpi, un mondo d´incanto ove le impressionanti pareti verticali di dolomia rossa e grigia incontrano improvvise il dolce rollio dei fitti boschi di Larice, di Abete Rosso e del nobile Pino Cembro. Così, ad osservarle dall´alto, queste montagne, appaiono come tante gigantesche sculture poggiate sul soffice tappeto verde di boschi e di radure ed alpeggi. Poichè, se esse son venute dal mare, così ci racconta la geologia (e per questo è assai facile, nel corso di un´escursione o di un´arrampicata, imbattersi in antichi fossili marini perfettamente conservati nella pietra) essi, i Monti Pallidi, donano l´impressione di esser stati scolpiti e sapientemente incesellati dagli operosi gnomi delle antiche storie; così che, ogni singola montagna, qui, ha forma ed aspetti suoi propri, quasi gli si fosse donato un volto che prontamente, ad un sol sguardo, sa farsi riconoscere dall´occhio esperto: ecco allora la Marmolada, o la Civetta, il Monte Pelmo o la Tofana o le Tre Cime di Lavaredo: inconfondibili! Chi non conosce queste gigantesche sculture, quantomeno per averle viste in foto? Capolavori ed intagli della natura che da millenni svettano nel cielo orientale delle Alpi, ad un nulla con l´Austria, e che da poco tempo (meglio tardi che mai!!) son state riconosciute Patrimonio Mondiale dell´Umanità da parte dell´UNESCO…
Sono nato e cresciuto tra queste vette e per diversi anni ho offerto la mia competenza come guida alpina e la mia profonda passione a chiunque (adulto e bambino, esperto e non), volesse avvicinarsi a questo mondo d´incanto. Con la compagnia dell´inseparabile Sabrina e di Manuel e l’appoggio con le guide di Cortina, le proposte spaziano dalla semplice escursione, ai corsi di roccia, alle vie ferrate o alle arrampicate sulle celebri vie delle Dolomiti; ma anche: a trekking di più giorni toccando, di queste montagne, gli angoli meno frequentati, veri e propri gioielli nascosti; ad alte vie con le ciaspe o con gli sci d´alpinismo , dormendo ogni sera in un antico rifugio o Tabià (fienile ove un tempo abitavano i montanari di quassù); ai campi d´avventura per ragazzi.
Ma il gioiello delle loro proposte, è la permanenza nella Mountain House.
Si tratta di una grande casa tradizionale a 1700 metri di quota, immersa tra i boschi di larice; una casa in legno e muratura dotata di un grande salone col caminetto, stanze per gli ospiti con viste mozzafiato sulle montagne, una grande cucina con tinello e tre bagni. E´ questa la base per le attività principali: corsi di introduzione alla montagna per adulti e piccini, proiezione di filmati e di diapositive, stages di meditazione ed escursioni tra i boschi nei quali la House è immersa.

The Mountain House for Kids.
Oppure, da un´idea di Sabrina, ottimo sostituto della scuola (per far sì che i ragazzi non perdano essa ma neppur l´esperienza di full immersion nella natura di cui oggi hanno più che mai bisogno), sempre presso la magnifica Mountain House vengono organizzate (durante l´intero inverno), permanenze per intere classi scolastiche delle medie (insegnanti inclusi chiaramente…) ove di mattina si fa vera e propria scuola (come in classe) e il resto del giorno è dedicato a…. bè, visto ciò che si ha attorno c´è solo da scegliere… Quale che sia stata l´attività, comunque, quali che siano i “clienti”, il momento più magico è poi, certamente, la sera; e non solo per quella sana stanchezza che ci prende dopo un´intera giornata tra le montagne ma, soprattutto, per il gusto di esser là, per il gusto dimenticato di riscoprire il silenzio del caminetto seduti tutt´attorno al fuoco mentre magari fuori nevica o un possente temporale estivo fa ticchettare la pioggia sul tetto…; esser lì nel silenzio profondo dei boschi e dei monti addormentati, volti che si riflettono tra le braci mentre passa il tè o la cioccolata calda ed ognuno sorride pacato e sussurra di quanto vissuto quel giorno, in attesa della cena…

PERCHE’ MONTI ANTICHI… , leggenda.
C’era una volta un figlio di re il quale regno si trovava nelle Dolomiti, lembo orientale delle grandi Alpi. Da anni lo tormentava un desiderio sì forte da diventar malattia: Andare sulla luna. Un giorno durante una caccia si perse e si trovò a sera su un altopiano di rododendri, decise di passarvi la notte e si addormentò subito per la stanchezza. Sognò d´esser su un prato ricoperto di fiori bianchi a lui sconosciuti e parlar con una bellissima ragazza straniera, lui aveva i rododendri che le offrì e parlò del suo paese, lei gli disse di esser la figlia del re della Luna. A queste parole si svegliò e vedendo solo la luna alta nel cielo come sempre, si rattristò. -Ah, potessi incontrarla davvero..- e nei pensieri raccolse un mazzo di fiori. A quel punto gli giunse un suono di voci che capì provenire da una rupe dritta come una torre, la cui punta spariva in una nuvola. Cominciò curioso la rampicata e quando entrò nella nube fu nel buio e dovette procedere a tentoni, così urtò qualcosa: una porta si aprì e trovò due vecchi. Dopo la sorpresa fecero amicizia e dissero di esser abitanti della luna e di poterlo portar con loro, però avvertirono che tutto lassù era bianco e occhi non abituati col tempo diventavano ciechi; come per un abitante di lì viver sulla terra senza quella lucentezza avrebbe portato nostalgia mortale. La nuvola mentre parlavano si era sollevata, era arrivata fin lassù e i 3 si salutarono. Il principe venne accolto a corte e riconobbe nella figlia del re la fanciulla del suo sogno, alla quale diede i rododendri. Stette sulla luna a lungo, ma gli occhi cominciarono a bruciare e dovette tornar sulla terra, portando però con se la figlia del re della Luna in sposa. Lei portò dalla luna i fiori del suo mondo, che col tempo si diffusero su tutte le Alpi, furono chiamati “:stelle alpine”:. Col passar del tempo, però, la nostalgia la assalì, e divenne sì fragile da dover tornare a casa, con disperazione del principe. In lui rinacque la passione per la luna, tanto che cominciò ad abitare sulle cime dei monti per esserle più vicino. Un giorno un temporale lo costrinse a rifugiarsi in una caverna dove incontrò un omino alto tre palmi, con barba lunga e corona d´oro. Era il re dei Salvani, Re Laurino, del popolo delle regioni orientali che era stato sconfitto in guerra e che non aveva trovato più un territorio dove stare. Al racconto delle sventure del principe egli rispose: -posso aiutarti, e tu in cambio lascerai viver sulle montagne il mio popolo- Patto fatto: il nano radunò il suo popolo disperso e si adattarono sulle più alte cime e, la prima notte di luna piena si misero al lavoro: dalle cime, appena la luna sorse, a gruppetti cominciarono a lavorare, si vedeva solo far strani movimenti come se afferrassero qualcosa di invisibile… Dopo molto tempo ai loro piedi si formò un gomitolo luminoso, avevano filato i raggi della luna. Finito questo, tirarono i fili giù per il pendio e attorno al monte, tessendo l’intera montagna. Quando ebbero finito, tutto fu luminosamente bianco. Il principe felice potè riportare sulla terra la sua amata, che non soffrì più di nostalgia. I monti pallidi ci sono ancora, si chiamano Dolomiti. Il regno è finito da tempo, ma i piccoli Salvani abitano tuttora nelle macchie, nelle caverne, nelle foreste.

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